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Ivan Zufferli, un friulano doc in trionfo a Capo Verde

Ivan Zufferli ultramarathon 2014 CORNODI ROSAZZO. Si definisce orgogliosamente «un friulano doc», Ivan Zufferli, 35 anni, vincitore nello scorso dicembre della “Boavista ultra-trail”, 150 chilometri di maratona non stop sull’isola…

CORNODI ROSAZZO. Si definisce orgogliosamente «un friulano doc», Ivan Zufferli, 35 anni, vincitore nello scorso dicembre della “Boavista ultra-trail”, 150 chilometri di maratona non stop sull’isola di Capo Verde.

E come tutti i friulani doc lavora sodo e quotidianamente per raggiungere questi incredibili traguardi. Con una disciplina e una volontà di ferro.

È fiero di essere di Corno di Rosazzo, anche se a Brescia, dove presta servizio da 12 anni nella Polizia ferroviaria, lo hanno ormai adottato e lo conoscono tutti per le sue imprese di maratoneta.

Ma, si sa, “nemo profeta in patria”. Con da un lato il riserbo tipico di un friulano, fatto di tempra e determinazione, e dall’altro il carattere incline alla leggerezza, Ivan racconta in un fiume di parole la sua ultima impresa, quasi stupito dell’attenzione, ma con l’entusiasmo di sempre.

Anche perché i dolci pendii dei Colli orientali e delle colline di Gramogliano sanno di casa e sono molto lontani da un “ultra-trail,” che significa correre con una temperatura di 27 gradi su un percorso desertico con diversi avvallamenti, avendo a disposizione al massimo 40 ore per coprire i 150 chilometri del percorso.

Unico equipaggiamento lo zaino con sacco a pelo e acqua ogni 10 chilometri. Ma le gambe non bastano, bisogna sapersi orientare, saper riposare e dosare le forze.

E Ivan ce l’ha fatta in 18 ore, 20 minuti e 2 secondi contro 59 concorrenti provenienti da tutto il mondo.

«Quando corro sono molto concentrato, sento i miei passi e penso al mio respiro, al mio essere – racconta Ivan –. Per la gran parte della gara si è da soli con se stessi, il proprio gps e le proprie forze».

Una prova al limite, non certo improvvisata, ma frutto di un allenamento quotidiano all’esterno per due-tre ore al giorno, al quale si deve sommare il lavoro in palestra.

Tra i tanti riconoscimenti prima di Capo Verde, la vittoria nel 2014 della “Sardinia ultra-marathon”, 153 chilometri in Sardegna per 6 mila metri di dislivello in 23 ore e 50 minuti.

Ora, a febbraio a Petra, in Giordania, lo attende la “Transarabia”, 300 chilometri non stop che Ivan, da buon friulano doc, crede di poter terminare in circa 50-55 ore, in attesa di ritornare nei suoi Colli Orientali. (m.b.)

 

fonte: messaggero veneto 08 gennaio 2015

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