Boavista Tra Natura e Relax

Il desiderio di spiagge chilometriche e poco affollate, di brezza piacevole, temperature estiveaccettabili e natura incontaminata ci ha condotti, quest’estate, a BoaVista!

Si parte alla volta di Capo Verde con volo Neos, in un afoso mercoledì bolognese. Le oltre 8 ore di volo iniziano a farsi sentire, quando, finalmente, scorgiamo l’isola!

Mi torna in mente una leggenda, letta prima di partire, che raccontadi come Dio, soddisfatto della creazione, si pulì le mani, strofinandole l’una contro l’altra. Qualche granello di terra cadde nell’Oceano e si adagiò sull’immensità del blu, creando, così, questo piccolo arcipelago. 

Il disbrigo delle formalità doganali all’aeroporto Aristides Pereira è rapidissimo; avevamo giàpagato dall’Italia la tassa di sicurezza aeroportuale

Ritirate le valige, siamo già sul taxi che, in pochi minuti, ci porta alla prima sistemazione della vacanza, il bellissimo Hotel Riu Karamboa. Sull’isola si trovano trestrade asfaltate; il resto delle comunicazioni stradali sono costituite da strade lastricate con pietra e piste sterrate, da affrontare con robusti pick up.

Nel desertico paesaggio di Boa Vista, fatto di sabbia, pietre, arbusti spinosi di acacia è facile incontrare poveri asinelli assetati e caprette. Le capre hanno tutte un padrone, anche quando sembrano vagare nel nulla del paesaggio; producono il latte che serve per il tipico formaggio di capra locale. 

Per una settimana ci concediamo una vita rilassante fatta di passeggiate, letture, pigre nuotate in piscina e troppo cibo. Il clima trovato a Luglio è stato piacevole: max28 gradi, brezza gradevole, occasionali coperture di nubi, onde presenti, ma tali da non precludere il bagno in mare. 

Il Riu ha una meravigliosa piscina con zone d’idromassaggio e un simpatico bar in acqua. Si mangia molto bene, sia nel ristorante principale che nel ristorantino alla piscina. Ci sono tre ristoranti aperti a cena, su prenotazione, numerosi bar. 

Come gli altri hotel in zona (Riu Palace, Iberostar, Royal Horizon) sorge su PraiaChaves, una lunghissima spiaggia bianca, famosa per le dune che arrivano al mare. Passeggiare qui è un’autentica fonte di piacere e meraviglia: si cammina per chilometri, incontrando pochissime persone, e salire sulle morbide dune permette di catturare con lo sguardo l’incredibile contrasto di bianco (la sabbia) e blu smeraldo (l’oceano). 

Quisi realizza la collocazione geografica di Boavista, circa 500 km dal Senegal 300km sopra l’Equatore (fa buio abbastanza presto, infatti).

Nel corso della settimana ci regaliamo un’escursione unica: il TURTLE WATCHING. Capo Verde è il 3° sito al mondo per numero di nidi di tartaruga, dopo le coste dell’Oman e le isole Key in Florida. Da giugno ad ottobre, nelle spiagge più buie e isolate dell’isola arrivano le tartarughe Caretta che, dopo aver percorso migliaia di km,tornanoper depositare le uova ed assicurare la sopravvivenza della specie. Piergiorgio Scaramelli ci ha accompagnati e ci ha dato informazioni sull’isola e le tartarughe: una tartaruga marina vive in media 100 anni. Dopo la nascita, rimane in mare 20 anni e poi torna nel luogo dove è nata per deporre le uova a sua volta. Questo tipo di escursione si fa con guide autorizzate e fuoristrada, di notte: solo un certo numero di persone è autorizzato ad entrare nelle riserve per il turtle watching.

Dopo un viaggio di oltre un’ora, in parte su strade sterrate e polverose, si arriva alle spiagge della costa sud-est. Ci si deve mimetizzare con abiti scuri e stare zitti, per evitare disturbo alle tartarughe. Abbiamo camminato un bel po’ nel buio completo. Poi è iniziata l’attesa. Guide e biologi si fanno segnali con piccole torce rosse. Dapprima una tartaruga è uscita, ma poi èscappata in mare. Poi più nulla. Quando ormai disperavamo, eccola! Una bella Caretta, 80cm di lunghezza di carapace, ha scavato il suo nido e deposto decine di uova, con uno sforzo tremendo! Durante la fase di deposizione, la Caretta cade come in uno stato di “coma” temporaneo, che permette ai biologi di studiarle e misurarle, fare controlli all’animale e, infine, segnare il nido con paletti. Poco dopo abbiamo incontrato un’altra Caretta intenta a scavare! Siamo rientrati alle 2 di notte, stanchi, ma felici! 

Dopo una settimana siamo pronti a lasciare il Riu per trasferirci al paese di Sal Rei e scoprire un po’ la vita reale e le bellezze naturali dell’isola. La nostra felice scelta è caduta sul B&B Salinas Boa Vista, gestito da due simpatici italiani.

Boa era una delle isole meno popolate di Capo Verdela popolazione è cresciuta velocemente, negli ultimi 10 anni, come conseguenza del crescente sviluppo turistico (molti Senegalesi sono giunti qui per lavorare) e oggi si aggira sui 15,000 abitanti. La maggior parte, circa 6000 abitanti, vive nel capoluogo Sal Rei, dove si trova il porto mercantile. Nel resto dell’isola sono presenti altri insediamenti (Bofareira/Estancia de Baixo/Joao Galego/Fundo das Figueiras/ Cabeça de Tarafes/ Povoaçao Velha), alcuni dei quali scarsamente popolati.

Sal Rei vivono diversi Italiani che si occupano di ristorantini, stabilimenti balneari, negozi, stanze e appartamenti da affittare. La cittadina è bruttina, con case a metà (lasciate volutamente così per evitare tasse governative) e zone con edifici mai terminati che la fanno somigliare a certi paesaggi post atomici stile “Ken il Guerriero”. Ma l’atmosfera rilassantee tranquilla e i tanti piacevoli ristorantini ce l’hanno resa simpatica.

Per le stradine della cittadina è facile incontrare cani randagi che apprezzano una carezza o un po’ di avanzi. Abbiamo scoperto che sull’isola opera l’Associazione Nerina, impegnata in un lodevole compito di sterilizzazione e cura di cani e gatti, oltre che nel tentativo di sensibilizzare i capoverdiani.

In centro si trova un piccolo mercato coperto con negozietti di souvenir (per lo più senegalesi), ma anche il delizioso “Tesouro do Mar”, dove Debora e Giacinto realizzano oggetti unici, con materiali recuperati sull’isola.

Sal Rei è stata la base delle nostre esplorazioni! BoaVista misura 31 km di lunghezza e 29 km di larghezza, con panorami mozzafiato, spiagge chiare e acque cristalline.

La prima spiaggia esploratè stata Praia de Cabral, ampia spiaggia che termina nel promontorio dove si trova la rocciosa Praia de la Cruz. A Praia De Cabral sono presenti anche dune morbide che fiancheggiano il delizioso localino “O Ninhos dos Piratas”, il posto ideale dove gustare una bibita o pranzare tra i pochi ombrelloni presenti. Relax e pace garantiti!

Il giorno successivo siamo partiti in escursione, sempre con Pier Scaramelli, alla scoperta del sudovest dell’isola. 

Il Deserto de Morro de Areia (“muro di sabbia”) è una zona splendida dove vivono molti uccelli e nidificano le tartarughe. Le dune, create dagli alisei, degradano fino al mare, creando un colpo d’occhio di notevole bellezza. Con i pick up abbiamo salito le dune e ci siamo fermati ad ammirare l’incredibile paesaggio. In una sosta successiva, su suggestive scogliere grigie, abbiamo visto le tartarughe verdi affiorare dall’acqua eanche i falchi marini!

Tappa successiva la spiaggia di Varandinha, racchiusada costoni rocciosi dove si aprono suggestive grotte, create dall’erosione dell’Oceano. La sabbia è morbida, dorata, molto esposta ai venti. E’stato possibile fare il bagno, con una certa cautela. Respiriamo il vento, letteralmente affascinati dalla natura selvaggia e incontaminata dell’isola. 

La sosta al faro, proteso sull’Oceano, ci ha regalato la splendida vista sulla costa sud e suPraia de Santa Monica, una delle meraviglie di Capo Verde. Con i suoi 22km di sabbia incontaminata, consente l’esperienza di sentirsi completamente in mezzo alla natura. Qui le onde sono notevoli e pochi se la sentono di fare il bagno. La luce, il vento e gli spruzzi dell’Oceano rendono questo luogo veramente suggestivo! 

Dopo una pausa ai negozietti di Povoaçao Velha, primo villaggio portoghese di Boa, ci dirigiamo a Praia do Estoril perpiacevole pranzo sulla spiaggia: aRestaurante Alisios gustiamo il classico piattone di riso, verdure e pollo/tonno con le immancabili patate fritte e il gelato di bolacha (gelato di panna con biscottini portoghesi).

L’indomani si riparte! 

Capo Verde è tra i primi dieci luoghi al mondo per biodiversità corallina. Nonostante non esistano nell’arcipelago vere e proprie barriere coralline, è presente una grande quantità di siti ricchi di coralli. La Baia das Gatas, sulla costa NE è la destinazione giusta (“Gatas” si riferisce al nome locale dello squalo nutrice, il cui accoppiamento avviene in queste acque durante l’estate). NATURALIA è un progetto sperimentale con lo scopo di restaurare gli ecosistemi naturali e il loro utilizzo nelle attività di ecoturismo. Ci siamo affidati a loro per il tour di snorkelling:l‘esperienza, in compagnia di due biologi italiani, ci ha permesso di vedere diversi tipi di corallo e pesci. E un timido squalo nutrice, in lontananza. Molto interessante! 

Seguono giorni di relaxVicina a Sal Rei, Praia do Estoril è una cartolina sull’oceano. Ci siamo stati tre volte, catturati dai carinissimi stabilimenti balneari da 10/15 ombrelloni, dove èfaciletrovare il proprio angolo di pace e relax. Enei ristorantini si mangia bene. 

Ci sono piaciuti: Tortuga beach bar & cafe, Toca da Garoupa, Bahia The Beach. 

La spiaggia di Estoril ha di fronte l’isolotto Ileu de Sal Rei, così che a riva si frangono onde di poca potenza: è il posto più adatto per fare il bagno senza timori! 

La sera si cena nei tanti ristorantini del centro. Noi abbiamo trovato simpatico e autentico l’Esplanada Silves, al centro della piazza st.Isabel.

Abbiamo mangiato bene al Manera RestaurantiCabo Cafè Boavista è ideale per chi mangia pesce. A Ca’Baby, dell’italiana Barbara, abbiamo cenato tre volte, sentendoci come a casa.

Per un aperitivo o un dopo cena rilassante consiglio il Wakan Bar, una barca di legno con vista sulla spiaggia cittadina di Praia Diante. 

Non si può lasciare l’isola senza un’ultima, bellissima escursione! Ce l’organizza il nostro B&B e andiamo con Rasta, il nostro autista di fiducia. 

Puntiamo dritti alla costa nord di Boa Esperança, alla spiaggia di Atalanta, per uno degli scatti più celebri di BoaVista, quello al relitto della nave incagliata! Quello che oggi è il casco arrugginito di una nave, 50 anni fa era la nave “Cabo de Santa Maria”. Nel 1968 venne ad arenarsi qui, mentre dalla Spagna faceva rotta verso il Brasile e l’Argentina,colma di regali per i paesi che avevano aiutato e sostenuto il governo del Generale Franco. Il carico era costituito da cibarie, medicinali, macchinari, vestiario e suppellettili varie. Non ci furono morti tra l’equipaggio, ma vanifurono i tentativi didisincagliare la nave. Fu così che gli abitanti di Boa Vista iniziarono pian piano a scaricare il carico e ad impossessarsi di tutto! Si racconta che ci misero più di un anno per svuotarla!

Arriviamo alla spiaggia, dopo un lungo tratto di pista pietrosa, sotto un cielo scuro e ventoso. La zona non è balneabile, causa forti correnti e onde importanti. Il colpo d’occhio è suggestivo e scattiamo tante foto.

Ma è l’ultima tappa, quella perfetta per congedarsida Capo Verde! 

Concepito dalle sabbie trasportate dai venti del Sahara, l’esotico Deserto di Viana è uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. Con i suoi 5 kmq di grandezza, è un’area di dune e sabbia bianca dove ci siamo divertiti a salire, rotolare, stenderci sulla sabbia morbida. Abbiamo respirato l’aria, il vento ela libertà del deserto, emozionandoci davanti alla natura selvaggia del luogo. Qui si cattura l’anima dell’isola, un mix affascinante di silenzio, natura, colori. Un luogo dove sentirsi liberi e lontani dal caos e lo stress della vita quotidiana (non a caso il motto dell’isola è “Boa Vista no stress”, ripetuta un po’ da tutti). 

Torniamo in Italia riposati e rilassati come non ci capitava da tempo.